Yochai Benkler, Some Basic Economics of Information Production and Innovation

Nel capitolo ” Some basic economics of information production and innovation” viene considerato il problema relativo alla legge sul copyright e sul diritto d’autore.  Inizialmente l’autore si concentra sul campo dell’informazione e dell’editoria, sostenendo come essa sia correlata al fatto che vi è un meccanismo che ne vieta la riproduzione parziale o totale dell’opera. Per quanto concerne l’ informazione cartacea mediante giornali, i quotidiani non dipendono da copyright. Parlando di proprietà intellettuale si entra nel campo del copyright dove vi è ancora un utilizzo ambiguo nel campo informativo. è importante l’utilizzo di copiright in questo campo, specialmente dal punto di vista economico. Il mercato dell’informazione è sempre stato caratterizzato da chi produttore di essa voleva il riconoscimento e la difesa dei propri diritti d’autore.  Yochai Benkler nel suo testo vuol far capire che la produzione dell’informazione concentrata sul diritto d’autore presenta delle falde se paragonati ad altri sistemi di produzione; egli non vuole farci capire come avviene la produzione di conoscenza e tramite cui viene trasmessa l’informazione. L’autore poi passa in relazione il fenomeno internet ritenendo come a molta distanza le persone possano comunicare tra loro, possano avere tutte le informazioni necessarie in qualsiasi momento e questo diminuisce i costi di produzione dell’informazione.

Matteo Ventimiglia

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The concept of commons di David Berry

David Barry al capitolo e del suo libro ” Copy, Rip and Burn” si interessa nello studio e nello sviluppo del concetto di proprietà; questo concetto ha avuto risvolti diversi da quelli che presenta nel presente sia dal punto di vista astratto o astratto e sia del punto di vista in relazione con il singolo individuo o stato. ” The Concept of Commons” vede il rapporto tra la parte del diritto che si interessa della proprietà intellettuale ed il la parte comune, il bene comune.  secondo Berry il termine comune può avere diverse accezioni e di conseguenza avere molti significati: parlare di pubblico dominio è diverso dal parlare di bene comune o di popolo basso con “commons” al plurale inteso popolo basso.  Egli poi si concentra su un aspetto importante del testo che riguarda il concetto comune ed il rapporto con il concetto di privato; questi riguardamo maggiormente l’identificazioni di due tipi diversi di costruzioni delle politiche e di proprietà intelletuali all’interno del contesto società dell’informazione. Per contestualizzare e dare un senso a quanto scritto, gli autori partono dal diritto romano per definire il problema sul concetto di comune e di privato. Perchè David Berry vuol far capire a propri lettori che vi è una contingenza tra l’analisi di concetto di comune e privato e la società analizzata, la quale società è fondamentale nel dimostrare ciò che può esser inteso pubblico e ciò da intendere privato. L’autore continua nella sua analisi storica sul passato passando in rassegna il diritto romano.  Ciò che deve restare al lettore è il fatto che l’autore insista sulla relazione tra diritto e proprietà e come esso venga conciliato dalla società.  Per il FLOSS ( free libre open source software) il termine ” common” risulta determinante e molti teorici ed esperti del settore utilizzano questo termine. questo avvento del FLOSS può essere letto dopo o  in relazione ad una chiave di lettura come quanto detto prima nel rapporto tra pubblico e privato in contingenza alla società.

Ventimiglia Matteo

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Steve Weber and the success of the Open Source

l’autore nel suo saggio ” The Success of Open Source” tratta le qualità, le peculiarità e le difficoltà di Open Source.

Steven Weber si concentra inizialmente sulle proprietà di Open Source ma con questo termine proprietà inteso diversamente. Egli intende per Open Source una proprietà che si realizza nel diritto di distribuire e dare agli altri, quindi una proprietà che si concentra sulla possibilità di cedere a terzi senza alcun vincolo legale. Nel suo saggio al paragrafo ” The Analytic Problem of Open Source” l’autore utilizza della ” Coca Cola” per spiegare il concetto di proprietà e di free inteso come libertà di utilizzo.

Le regole di Open Source sono facili, e si presentano apparentemente come una ” Carta dei diritti dell’utente del software”:

1.l’utente ha il diritto di accesso al codice originale e completo del software che utilizza;

2.ha il diritto di modificare il software, anche per creare nuovi programmi;

3.ha il diritto di fare copie del programma originale e di distribuirle, anche a pagamento.

Se dovesse venire a mancare una di queste condizioni,non ci sarebbe Open Source.

continuando la lettura del saggio, l’autore presta attenzione ad alcuni topic legati ad Open Source e più precisamente all’economia politica di Open Source concentrandosi su tre aree principali: a) motivazione degli individui a creare pensare e sviluppare Open Source senza alcuna remunerazione. b) cordinamento, chiedendosi perchè più individui debbano lavorare e far convogliare le proprie capacità verso un obiettivo condiviso. c) complessità, perchè creare qualcosa di complesso da diffondere a terzi?

Ora i software Open Source più diffusi sono Firefox, OpenOffice, Vlc,ecc. Importanti da ricordare sistemi operativi come Android, BSD, GNU i cui autori contribuirono alla diffusione del movimento Open Source. Legato alla mentalità di Open Source vi è open content il quale permette la libertà di entrare in consultazione ed in possesso di nuove conoscenze  mediante testi, immagini, musiche e filmati. Ad esempio Wikipedia è un chiaro esempio di quanto appena detto ed è un chiaro esempio personale nel momento in cui mi servono nozioni nuove o solo per l’intersse di scoprire nuove realtà.

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